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28 Novembre 2017 Medicina RavennaArticoli

La panniculopatia edemato-fibrosa, meglio conosciuta come cellulite, è spesso considerata semplicemente un inestetismo della pelle che si manifesta con il famoso aspetto bucherellato a buccia d’arancia, ma indica in realtà un problema a livello del tessuto sottocutaneo provocato da un difetto della microcircolazione.

La cellulite è un disturbo molto diffuso, colpisce 9 donne su 10 (sia le magre che le meno magre) e si concentra per lo più su natiche, cosce e fianchi. È provocata da un insieme di cause e fattori, ma la causa principale è l’azione degli estrogeni, ovvero gli ormoni sessuali femminili, che favoriscono la ritenzione di liquidi contribuendo ad innescare un processo di aumento di volume e rottura delle cellule del pannicolo adiposo. All’origine di questa condizione c’è dunque un malfunzionamento del microcircolo (sia venoso che linfatico).

Esistono poi altri fattori considerati aggravanti come l’appartenere alla razza caucasica, predisposizione genetica, sovrappeso ed obesità, stili di vita non salutari (fumo, alimentazione squilibrata, alcool, sedentarietà), l’abbigliamento troppo stretto, scarpe troppo strette o con tacco troppo alto (ostacolano entrambi la circolazione) e l’assunzione per molti anni di contraccettivi ormonali in soggetti predisposti.

Per contrastare la cellulite, presso il Poliambulatorio Medicina Ravenna abbiamo formulato un programma che prevede sedute di tecarterapia (terapia strumentale ad azione sia antinfiammatoria che drenante) associate a massaggi ad azione linfodrenante (metodo Vodder) e trattamenti drenanti con prodotti mirati a combattere anche gli inestetismi. Il percorso prevede anche la riattivazione del microcircolo mediante Limfa Terapy, un dispositivo a Campi Magnetici Ultradeboli (Low Intensity Magnetic Field).

Chi accede al programma riceve una crema anticellulite Physiosal, prodotto innovativo al sale marino integrale, da applicare di notte e una consulenza nutrizionale gratuita per correggere il proprio stile di vita. Il programma può essere completato con lavoro integrato in piscina (34°) sotto la guida di un fisioterapista.

 

A cura di
Morena Balestri
Alessandra Brighi
Fisioterapiste

Medicina Ravenna 

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12 Settembre 2017 Medicina RavennaArticoli

I benefici della terapia in acqua sono conosciuti sin dall’antichità. Negli anni ha registrato un crescente consenso sia da parte dei medici e fisioterapisti, sia da parte dei pazienti. Ecco perché questo tipo di terapia è entrata, a pieno titolo, a far parte dei protocolli di riabilitazione in campo medico e sportivo.

Ormai l’idrokinesiterapia si usa sia nel trattamento di lesioni traumatiche post immobilizzazione, sia nell’immediato post operatorio dei vari distretti anatomici (spalla, anca, ginocchio, caviglia e colonna vertebrale), ma anche nelle diverse patologie acute e croniche (spaziando dalla reumatologia all’ambito neurologico e dalla traumatologia sportiva al campo pediatrico ). Molteplici sono i vantaggi dell’apporto dell’acqua:

  • il peso corporeo si dimezza
  • effetto miorilassante
  • facilitazione nell’esecuzione di esercizi, in quanto un’articolazione avvolta dall’acqua diventa più vischiosa e meno dolorosa
  • totale assenza della forza di gravità.

A differenza delle acque termali che raggiungono i 36 gradi, le piscine riabilitative per legge devono avere una temperatura di 34 gradi. Questo consente di poter lavorare per un’ora anziché trenta minuti.

Grazie a esercizi dolci e costanti, il paziente recupera più in fretta e senza dolore.

La cadenza ideale delle sedute è due o tre volte a settimana. Non di più altrimenti diventano pesanti da smaltire poiché l’effetto miorilassante continua anche a casa.

La mia esperienza di vent’anni di lavoro in acqua mi porta a dire che, ormai, non è più possibile pensare di riabilitare senza l’apporto dell’acqua. Questa tecnica ha preso sempre più piede anche in settori diversi:

  • preparazione atletica di nazionali o società professionistiche con una forte diminuzione degli infortuni tendineo-muscolari;
  • benessere generale con riattivazione corporea per le persone che non riuscirebbero a fare palestra;
  • programmi di lavoro per l’obesità e i diabetici;
  • recupero motorio e benessere nel paziente fibromialgico;
  • lavoro aerobico con respiratore a boccaglio in totale immersione dell’atleta, con utilizzo dell’acqua-bike.

di Cavalieri Pierluigi

Fisioterapista


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