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23 Gennaio 2023 adminArticoli

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La fascite plantare è una delle patologie più comuni del piede e può essere definita come un processo cronico degenerativo a carico dell’aponeurosi plantare. Il sintomo più caratteristico di tale patologia è il dolore localizzato a livello della superficie mediale del calcagno, dove la fascia plantare si inserisce. Il dolore solitamente si presenta più intenso al mattino, in particolare dopo i primi passi dopo il risveglio, o dopo prolungati periodi di inattività (es: stare seduti o sdraiati), mentre tende a diminuire durante l’esecuzione di attività funzionali (es: cora e cammino) per poi peggiorare nuovamente a fine giornata.

Diversi sono i fattori di rischio per  lo sviluppo della fascite plantare, riscontrati attraverso un’analisi della letteratura scientifica, tra cui: un’eccessiva pronazione del retropiede, un accorciamento del gastrocnemio e degli ischio-crurali, una disfunzione dell’articolazione metatarso-falangea del 1° dito, una disfunzione della cintura lombo-pelvica frequentemente abbinata ad una debolezza del medio gluteo e degli stabilizzatori del bacino.

Secondo quando riportato in letteratura circa il 90% dei pazienti può beneficiare di un trattamento conservativo. La maggior parte delle strategie prevedono un intervento in “loco”, ossia sulla sede del sintomo, mentre viene rivolta meno attenzione all’analisi e all’eventuale trattamento di strutture anatomiche correlate alla fascite plantare, sia dal punto di vista anatomico che funzionale.

Il trattamento osteopatico pone l’attenzione su un’analisi generale del paziente e tramite tecniche manuali, dolci e non invasive, permette di valutare ed eventualmente trattare le strutture anatomiche correlate alla fascite plantare sia dal punto di vista anatomico che funzionale. Il trattamento osteopatico prevede quindi, un approccio locale sulla zona del sintomo mirato alla diminuzione del dolore, tramite tecniche sui tessuti molli e sul sistema fasciale del piede e dell’arto inferiore e tecniche di drenaggio per una corretta e più rapida risposta al processo infiammatorio.  Il trattamento prevede inoltre un approccio a distanza per eventuali disfunzioni associate al sistema autonomo, che prevederà una valutazione di tutto il corpo e delle strutture principalmente correlate come colonna vertebrale, bacino, pavimento pelvico e diaframma.

È inoltre consigliato un approccio multidisciplinare che permette, in base alla situazione del singolo caso, l’integrazione di esercizi mirati e di eventuali altri approcci terapeutici per una completa risoluzione dei sintomi.

Parallelamente al trattamento osteopatico è possibile consigliare esercizi specifici e alcuni accorgimenti che possono portare un miglioramento della sintomatologia e coadiuvare il trattamento stesso.

di Anna Li Vigni

Osteopata e laureata in scienze motorie

Riceve presso Medicina Ravenna

Tel. 0544 456845


 

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12 Settembre 2017 Medicina RavennaArticoli

L’osteopatia pediatrica per neonati e bambini è un approccio gentile e non invasivo con il quale l’osteopata individua la presenza di eventuali disfunzioni che potrebbero creare problemi nella futura crescita.

Una delle problematiche più frequenti, indipendentemente dal tipo di parto, sono proprio i traumi da parto, che causano ad esempio problematiche a livello del cranio o della postura. I trattamenti effettuati hanno dimostrato che l’osteopatia è una alleata efficace contro i traumi da parto ed è in grado inoltre di migliorare la qualità del sonno, la suzione e l’umore del bimbo, migliorando di conseguenza anche l’umore dei genitori”.

Oltre a conoscere un nuovo approccio alla salute del proprio figlio, l’incontro con l’osteopata offre anche consigli e suggerimenti relativi alle varie tappe dello sviluppo psico-motorio (milestones).

Il trattamento osteopatico è indicato per i seguenti segni e sintomi:

Plagiocefalia, torcicollo miogeno, disturbi del sonno, costipazione, irrequietezza, otiti, allergie e problemi respiratori ect.

Osteopatia in gravidanza:

Molte mamme in dolce attesa scelgono l’osteopatia come sostegno ai cambiamenti strutturali che caratterizzano i nove mesi di gravidanza, per giungere al momento del parto in equilibrio posturale, serenità e in salute.

di Valentina Giorgi

Fisioterapista

diplomata in Osteopatia Pediatrica

specializzata in ambito riabilitativo ortopedico

e in riabilitazione infantile. 


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8 Settembre 2017 adminArticoli

OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA

La gravidanza è un periodo meraviglioso per la donna, al tempo stesso, è un periodo di grandi cambiamenti da tanti punti di vista; cambiamenti strutturali, metabolici, alterazioni del sistema neuroendocrino, c’è una fonte emotiva di cambiamento.

In osteopatia dividiamo la gravidanza in 3 trimestri ognuno dei quali è caratterizzato dalla produzione di ormoni (HCG, ossitocina, progesterone, estrogeni, relaxina) che di mese in mese modificano l’aspetto strutturale della donna e permettono alla gravidanza di proseguire.

PERCHÉ PRATICARE L’OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA

Per problematiche pregresse, o stress o ansie che sovraggiungono durante la gravidanza, si posso presentare diverse sintomatologie, nausee, vomito, mal di schiena, pubalgie, sciatalgie, dolore alle braccia, formicolii, gonfiori agli arti, stanchezza. Tutte queste sintomatologie posso essere motivo per cui una donna può rivolgersi ad un’osteopata. Nel caso in cui il bebè sia in posizione podalica, l’osteopata interviene riequilibrando le tensioni sacro-iliache instauratesi nel bacino della neo-mamma, creando uno spazio intrauterino che permette al bebè di raggiungere l’incanalamento pubico.

Se una donna in gravidanza ha un buon sistema osteo-articolare allineato e in equilibrio, su struttura del bacino, del sacro e della colonna, sui tessuti sulla buona circolazione dei fluidi, sarà predisposta ad avere una buona gravidanza e un buon parto.

Nel post-parto l’osteopatia aiuta la mamma e il bebè nelle difficoltà di suzione e attaccamento al seno, recuperare una buona mobilità e tonicità pelvica, migliorare il controllo degli sfinteri, recuperare in fretta l’energie giuste per svolgere il ruolo di mamma.

COME SI SVOLGE UN TRATTAMENTO IN GRAVIDANZA

L’Osteopatia è un approccio manuale, per cui l’osteopata usa le sue mani come strumento terapeutico. Parte da una buona conoscenza dell’anatomia e fisiologia del corpo umano e attraverso le mani e alla sensibilità che nel corso degli anni l’osteopata acquisisce, del corretto funzionamento dell’organismo, impara a riconoscere come le strutture, fluidi elementi osteo-articolari funzionano e come il nostro organismo reagisce in armonia. Il movimento costante del nostro corpo permette che il tutto funzioni bene e la sensibilità dell’osteopata stà proprio nel capire in quale livello dell’organismo si è instaurato un disturbo del funzionamento per cui questo sistema può partire in disequilibrio.

A questo punto l’osteopatia può accompagnare e riarmonizzare tutti questi cambiamenti che nei diversi trimestri della gravidanza si presentano e aiutare, con più serenità la donna ad arrivare ad un parto naturale. La visione sistemica che ha l’osteopata ci pone in un ruolo di primo piano rispetto a quella che è la prevenzione per cui il lavoro nell’aiuto alla Salute; per noi osteopati la gravidanza è un momento di estrema salute quindi possiamo aiutare e accompagnare la donna fino al parto, in estrema salute ed equilibrio.

di Valentina Giorgi

Fisioterapista

diplomata in Osteopatia Pediatrica

specializzata in ambito riabilitativo ortopedico

e in riabilitazione neurologica infantile


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