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12 Settembre 2017 Medicina RavennaArticoli

I benefici della terapia in acqua sono conosciuti sin dall’antichità. Negli anni ha registrato un crescente consenso sia da parte dei medici e fisioterapisti, sia da parte dei pazienti. Ecco perché questo tipo di terapia è entrata, a pieno titolo, a far parte dei protocolli di riabilitazione in campo medico e sportivo.

Ormai l’idrokinesiterapia si usa sia nel trattamento di lesioni traumatiche post immobilizzazione, sia nell’immediato post operatorio dei vari distretti anatomici (spalla, anca, ginocchio, caviglia e colonna vertebrale), ma anche nelle diverse patologie acute e croniche (spaziando dalla reumatologia all’ambito neurologico e dalla traumatologia sportiva al campo pediatrico ). Molteplici sono i vantaggi dell’apporto dell’acqua:

  • il peso corporeo si dimezza
  • effetto miorilassante
  • facilitazione nell’esecuzione di esercizi, in quanto un’articolazione avvolta dall’acqua diventa più vischiosa e meno dolorosa
  • totale assenza della forza di gravità.

A differenza delle acque termali che raggiungono i 36 gradi, le piscine riabilitative per legge devono avere una temperatura di 34 gradi. Questo consente di poter lavorare per un’ora anziché trenta minuti.

Grazie a esercizi dolci e costanti, il paziente recupera più in fretta e senza dolore.

La cadenza ideale delle sedute è due o tre volte a settimana. Non di più altrimenti diventano pesanti da smaltire poiché l’effetto miorilassante continua anche a casa.

La mia esperienza di vent’anni di lavoro in acqua mi porta a dire che, ormai, non è più possibile pensare di riabilitare senza l’apporto dell’acqua. Questa tecnica ha preso sempre più piede anche in settori diversi:

  • preparazione atletica di nazionali o società professionistiche con una forte diminuzione degli infortuni tendineo-muscolari;
  • benessere generale con riattivazione corporea per le persone che non riuscirebbero a fare palestra;
  • programmi di lavoro per l’obesità e i diabetici;
  • recupero motorio e benessere nel paziente fibromialgico;
  • lavoro aerobico con respiratore a boccaglio in totale immersione dell’atleta, con utilizzo dell’acqua-bike.

di Cavalieri Pierluigi

Fisioterapista


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12 Settembre 2017 Medicina RavennaArticoli

L’osteopatia pediatrica per neonati e bambini è un approccio gentile e non invasivo con il quale l’osteopata individua la presenza di eventuali disfunzioni che potrebbero creare problemi nella futura crescita.

Una delle problematiche più frequenti, indipendentemente dal tipo di parto, sono proprio i traumi da parto, che causano ad esempio problematiche a livello del cranio o della postura. I trattamenti effettuati hanno dimostrato che l’osteopatia è una alleata efficace contro i traumi da parto ed è in grado inoltre di migliorare la qualità del sonno, la suzione e l’umore del bimbo, migliorando di conseguenza anche l’umore dei genitori”.

Oltre a conoscere un nuovo approccio alla salute del proprio figlio, l’incontro con l’osteopata offre anche consigli e suggerimenti relativi alle varie tappe dello sviluppo psico-motorio (milestones).

Il trattamento osteopatico è indicato per i seguenti segni e sintomi:

Plagiocefalia, torcicollo miogeno, disturbi del sonno, costipazione, irrequietezza, otiti, allergie e problemi respiratori ect.

Osteopatia in gravidanza:

Molte mamme in dolce attesa scelgono l’osteopatia come sostegno ai cambiamenti strutturali che caratterizzano i nove mesi di gravidanza, per giungere al momento del parto in equilibrio posturale, serenità e in salute.

di Valentina Giorgi

Fisioterapista

diplomata in Osteopatia Pediatrica

specializzata in ambito riabilitativo ortopedico

e in riabilitazione infantile. 


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